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La Domus Manzi

La Domus Manzi La devo lasciare. Dopo 26 anni, la devo lasciare. Non c’e’ piu’ motivo di tenere una casa aperta a Roma. Da domani sara’ affittata. Sento una profonda nostalgia a lasciare le stanze della Domus Manzi. Ho tanti ricordi di questi ambienti. Ad iniziare dalle ore roventi in cui facemmo il trasloco. Era il 23 maggio del 1992. Portavamo in casa gli scatoloni e sullo schermo tv scorrevano le immagini atroci del piu’ infame e orrendo attentato della storia italiana: la strage di Capaci. Ho anche ricordi radiosi, in particolare le giornate passate alla DomusManzi con gli amici, pronti a qualche giro per Roma o di passaggio per un volo di qualche manzoimpresa. Ci siamo stati fino a 12 amici in contemporanea. Scherzando ho sempre affermato che la Domus Manzi consisteva di almeno 11 vani: ingresso, ripostiglio, prima camera, stanza degli armadi (denominata anche “suite di Steve”), studio, seconda camera, bagno, soppalco, cucina, sala da pranzo e palestra. Che bello le sfilate dei...

Il Teatro Povero di Montichiello

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Il Teatro Povero di Montichiello Era il 1967. Si stava ormai finendo di sgretolare un mondo secolare contadino con i suoi ideali, concetti, modi di pensare. La mezzadria era scomparsa. Le campagne si svuotavano a vantaggio di inurbamento e industrializzazione. Anche nella Val d’Orcia, gemma unica di bellezza rurale, ma che in quei tempi non interessava ne’ attraeva nessuno. Per il mondo contadino la nuova era voleva dire emigrazione, depressione, abbandono dei campi e della propria identitá. A Montichiello, borgo medioevale intatto a pochi chilometri da Pienza, le poche centinaia di contadini rimasti si riunirono quell’anno in assemblea a discutere come affrontare la situazione. Non decisero di emigrare. Non decisero di andare a lavorare tutti nelle industrie. Non decisero di gettare alle ortiche le loro radici e la loro storia. Decisero di fare il LORO spettacolo di teatro povero e popolare con loro come drammaturghi, loro come attori, loro come scenografi. Un teatro che doveva rac...

Una storia spicciola....

A volte ritornano.   (di R.Scatarzi) L'altra settimana la Meri, passando accanto ad un supermercato chiuso per turno domenicale, ha trovato, addossato ad una vetrina, un sacchetto di plastica contenente delle monete (circa 18 euro). Abbiamo subito pensato che lo avesse dimenticato l'immancabile mendicante che è presente ormai all'ingresso di tutti i negozi ma, nel caso specifico, non rintracciabile a causa delle alternanze nella turnazione che questi hanno e che è stabilita da una regia occulta. Ho dovuto combattere con la Meri e con la sua ritrosìa affinché prendesse quel sacchetto; ritrosìa dettata sì dalla sua onestà ma anche da un vago senso molto simile alla superstizione, dato che chi lo aveva smarrito poteva anche essere uno zingaro o, peggio ancora, una zingara con tutte le temute conseguenti maledizioni del caso.  Ho dovuto convincerla argomentando che se non l'avesse preso lei l'avrebbe preso comunque il primo passante con la vista buona che ne...

Armonia - cappadocia 2014

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