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Less Pain, More Sound

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Less Pain, More Sound Cateteri TitanPort e Apparecchi acustici  ---------------------- Ad inizio anno avevo scritto alla Dr.ssa Binan chiedendole di cosa avessero più urgente bisogno per rifornire l’Ambulatorio Pediatrico ManzoProdActionAid ad Aleppo Est. Mi ha risposto di avere senz’altro bisogno del consueto materiale sanitario da pronto soccorso, ma mi ha anche evidenziato due situazioni in particolare: 1) Ad Aleppo est ci sono molti bambini affetti da tumore (probabilmente anche a seguito dell’esposizione ai gas tossici al cloro, molto usati durante l’assedio alla città). Le continue somministrazioni di farmaci antiblastici ed i prelievi ematici creano a loro ulteriore stress e dolore. Sarebbe per loro un grande sollievo poter usare Cateteri tipo Titan Port, che, una volta impiantati sottopelle, permettono prelievi e somministrazioni in cronico per lunghi periodi di tempo. 2) Ad Aleppo est c'è un elevato numero di bambini con problemi uditivi (probabilmente anche a seg...

La grande casa di pietra

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Zimbabwe. Significa “La grande casa di pietra”. E’ un paese bellissimo e poverissimo. Gli hanno rubato tutto. Li hanno depredati di oro, legno e diamanti. Gli hanno sterminato tutta la fauna selvaggia: leoni, elefanti, leopardi. Gli hanno spezzato e trafugato intere montagne con il loro tesoro di quarzi e graniti. Prima gli inglesi. Adesso i cinesi e gli arabi. Sempre i loro politici corrotti. Il popolo dello Zimbabwe e’ di rara bellezza. Hanno pochissimo per mangiare e vestire, ma sono ricchi di dignità. Non abbiamo visto un mendicante, nessuno ci ha mai importunato o chiesto qualcosa. Ogni persona che incontri per strada ti dona un grande sorriso ed un cenno di saluto. Se contraccambi ricevi inevitabilmente la risposta “ Ma ita basa ” (grazie) ed un piccolo applauso con le palme delle mani. Vivere qui è complicatissimo. La luce elettrica arriva due-tre ore al giorno, se va bene. Se manca la luce a lungo, allora svanisce anche l’acqua per lavarsi. La benzina si trova solo un paio d...

Report: Missione in Zimbabwe 02.2020

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Report: Missione in Zimbabwe 02.2020 Missione compiuta. Primo obiettivo era quello di verificare direttamente sul territorio e con le popolazioni locali se la nostra proposta di Ambulatorio Pediatrico potesse dare risposta ad una loro effettiva, pressante e prioritaria esigenza di salute. La risposta è senz’altro positiva. In ognuno dei quattro ospedali missionari che abbiamo visitato hanno affermato che proprio un ambulatorio pediatrico, cosi’ come da noi proposto, è la loro massima necessità e aspettativa. Si tratta di ospedali costruiti negli anni ’50 - ’60 e attualmente la parte di degenza e’ ampiamente sottoutilizzata (i pazienti non hanno soldi per pagare le rette ospedaliere e quindi rifiutano il ricovero), mentre la sezione degli ambulatori è sovraffollata da una massa di umanità mista: adulti, vecchi e bambini. Quindi da un lato ci sono locali disponibili per nuovi utilizzi e dall’altro c’è una esigenza bruciante di ulteriori ambulatori, specialmente per i bambini. Secondo ...

Che sapore ha la neve ?

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Che sapore ha la neve ? E’ un’infermiera del Saint Albert Mission Hospital. Molto brava e professionale. Innamorata del suo lavoro. Ci ha insegnato con passione a preparare garze pronte alla sterilizzazione. Abbiamo parlato di tutto: sanità in Italia e in Zimbabwe, le sue due gemelle, l’educazione in Zimbabwe, impegni e doveri di un’infermiera al St. Albert. Poi improvvisa la domanda che non ti aspetti. Con fare sornione spalanca i grandi occhi e chiede : “ Qual’e’ il sapore della neve ?” E poi una sequela di curiosità senza fine: “ Che sensazione dà al tatto ?” “Si scioglie subito ?” “Quanto pesa ?” Non l’ha mai vista, ne’ toccata. Solo qualche fugace immagine sbirciata in TV. Ci spiazza con le sue domande. Ci fa comprendere come tutto sia relativo. So solo rispondere che con la neve noi in genere ci facciamo a pallate. L’incontro si conclude con la sua ultima richiesta: “La prossima volta che venite al St. Albert, me ne portate un pochino in valigia ?

MANZONIERE 2020 !

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I vincitori: la squadra del SI Manzoniere 2020 ! E’ stato un autentico spettacolo ! 43 manzonauti e manzofriends in fraterna, ma feroce, competizione per aggiudicarsi il titolo di “Manzoniere 2020” Un file con Mille brani mixati dalla sapiente regia di Lady Bug. Un brano alla volta. I concorrenti (uno per squadra) dovevano indovinare, nel più breve tempo possibile, titolo e cantante e cantare (possibilmente e passabilmente ) il ritornello. Bastavano poche note perchè i più perspicaci e baldanzosi concorrenti si fiondassero alla spasmodica ricerca del colpo di gong. Gara serrata, aspra, senza esclusione di colpi (di gong). In particolare evidenza le squadre del Sí, del Do e del Fa. Alla fine, con ben 35 punti, si è laureata campione la squadra del Sí, composta da 3olo, Giggino ‘o bello, LucySkyDiamonds, Zike e Meridaiola. Invece come “Manzoniere 2020” e’ stato incoronato Antonio Triolo, colui che ha indovinato il maggior numero di brani. E' stato un vero spasso ! Il Manzoni...

SPEDIZIONI

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Spedizioni Gennaio. Per qualcuno mese di saldi. Per altri mese di sciate. Per noi mese di spedizioni. Quattro… ⇒Abbiamo iniziato con i 40 scatoloni di materiale didattico per le scuole di Koulou e Saaba in Burkina Faso. Portati, grazie a Tiziano il Gagliardo e la sua Jeep, a Torino. Lí ammassati in un container gigante. Adesso sono gia’ in mare, in viaggio verso l’Africa. ⇒Poi ecco il rifornimento all’Ambulatorio di Aleppo. Due valige metalliche da ambulanza ricolme di materiale sanitario (dono della Misericordia di Fiesole). Venti chili di peso. Di nuovo in pista il DHL. Questa volta, forti delle nostre esperienze pregresse, procedura agile e rapido volo Pisa-Lipsia-Bahrein-Beirut. Sono bastati cinque giorni. Il pacco e’ gia’ a Beirut e il grande Abouna Firas provvederà a darlo al tassista armeno Mumusezes per farlo arrivare fino ad Aleppo. ⇒Terzo atto: abbiamo consegnato ai meravigliosi amici Lucia e Martino di Busajo Campus una valigetta metallica strabuzzante di garze, cerotti, ...

Quegli sguardi di Cesare

Quegli sguardi di Cesare Spesso mi torna a mente. Spesso mi riappare nel sonno. E’ lo sguardo di mio nonno Cesare. Anzi gli sguardi. Perchè ce n’erano due di sguardi che si sono stampati indelebilmente nella mia memoria. Quello ironico e quello fiero. Quello ironico è quello della domenica mattina. Quando si faceva la barba. Appariva dalla camera, come un attore uscito da un film neorealista. Camiciola begiolina e pantaloni del pigiama, a righe. Io lo aspettavo, seduto su uno sgabello, fuori della porta del piccolissimo bagno. Sapevo che di lí a poco si sarebbe celebrata una scena teatrale ed una cerimonia a cui mai avrei voluto mancare. Con fare lento, ma inesorabile, apparecchiava tutto il necessario: sapone da barba, bacinella, pennello, rasoio, acqua velva. Si lavava metodico la faccia ed ogni minimo anfratto del suo viso affilato e un po’ spigoloso. Poneva, meticoloso, un ricciolo di sapone sul pennello, lo bagnava appena e poi partiva la funzione. Lentamente, ma inesorabilmente, ...